mercoledì 4 aprile 2012

Chi ha tagliato l'ultimo albero dell'isola di Pasqua ?


Nel suo documentato ed altamente istruttivo libro “Collasso: come le società scelgono di vivere o di morire” (per chi non abbia il libro e sappia l'inglese, può vedere "il film"), Jared Diamond ripete una domanda che è passata per la testa a dozzine di antropologi quando studiano l'isola di Pasqua ed il suo collasso per eccesso di sfruttamento delle esigue risorse di cui disponeva: che cosa sarà passato per la testa all'uomo che ha tagliato l'ultimo albero? Anche assumendo che una comunità disperata sia incapace di vedere il deterioramento progressivo ed inesorabile dei suoi boschi, quell'ultimo albero significava un punto di non ritorno ovvio anche per coloro che hanno poca capacità di anticipare il futuro. Come è potuto accadere che quell'uomo non vedesse che era l'ultimo albero, che dopo di quello non ci sarebbe più stata legna? Che per un così misero guadagno si condannava?

Mi immagino quell'uomo e medito su quello che gli possa essere passato per la testa. E' salito su per la collinetta a cercare legna per il fuoco, per una canoa o per fare un palo per spostare un Moai. Da bambino aveva visto quella collina ancora coperta da un bosco rado, molto diverso da quello tanto fitto che gli raccontava suo nonno – anche se sicuramente suo nonno coloriva le sue memorie giovanili. Ma era vero che lì rimaneva solo il suo albero. Si è fermato un secondo prima di cominciare ad abbatterlo: quando avesse finito non ci sarebbero più stati alberi in tutta l'isola.

Sentiva un peso freddo nello stomaco. "Be'", pensava per tranquillizzarsi, "chi lo dice che non ci sono alberi in tutta l'isola?" Era da molto tempo che non vedeva i territori delle tribù rivali e sicuramente loro stavano preservando i loro alberi per assicurarsi la vittoria, innalzando i Moai più grandi. "Maledetti"; dovrà andare a cercare legna lì. L'ultima guerra non è andata molto bene, ma stavolta potrebbe essere diverso. Sarà diverso. "In realtà stiamo tanto male per colpa loro. Se non ci daranno la loro legna con le buone gliela dovremo strappare. Dobbiamo buttarli a mare questi malnati". Ha esitato ancora un po', ma poi ha pensato: "se non taglio io l'albero, verrà il mio vicino e lo taglierà lui. Che non sia mai".

E senza pensarci oltre ha cominciato a tagliarlo...

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martedì 3 aprile 2012

Fotovoltaico troppo caro per i cittadini oppure no ?

Corrado Passera (ministro dello sviluppo economico) dice che le bollette elettriche sono troppo care per colpa del fotovoltaico. Corrado Clini (ministro dell'ambiente) invece ritiene di no. Uno scontro All' Ok Corral (anzi Corrad) ...

Devo sperare che Passera o Clini fossero assenti a scuola quando hanno spiegato le addizioni e le sottrazioni perché sennò dovrei sospettare che uno dei due sia un bugiardo. Oppure ha fatto l’errore di assumere come consulente contabile quello che ha misurato la velocità dei neutrini.  La differenza è che quando la Gemini ha comunicato la storia del tunnel ha riso tutto il mondo. Invece la dichiarazione di Passera (per ora) è passata liscia.

Il calcolo è molto semplice. Il costo dell’energia cambia di ora in ora. Intorno a mezzogiorno il prezzo schizza verso l’alto. Ma è proprio il momento nel quale è concentrata la produzione fotovoltaica. Quindi l’energia elettrica fotovoltaica fa abbassare il costo dell’energia proprio perché porta a diminuire la quantità di elettricità che l’Enel compra ogni giorno tra le 11 e le 15.

E non è una diminuzione da poco: dal fotovoltaicio ricaviamo una piccola percentuale del consumo nazionale (2%) ma questa produzione è quasi tutta durante l’ora di punta. Quindi si riesce a ridurre di parecchio la domanda di energia quando questa è più cara. E qui c’è la semplice spiegazioni di questo accanimento contro il fotovoltaico e del silenzio dei media su queste bugie.

I grandi gruppi economici che producono energia elettrica da fonti fossili hanno il massimo dei loro guadagni proprio nei momenti di picco dei consumi. Se il fotovoltaico aumenta l’offerta di energia proprio nelle ore di punta, chi produce energia dal fossile ci perde una barca di soldi.

Uno studio della ASPO Italia e Cautha S.r.l. dimostra che nei prossimi anni l’aumento del fotovoltaico sarà un contrappeso ai picchi dei consumi, tale da provocare un risparmio in bolletta intorno al 5%.

Ma c’è anche il risparmio causato dal fatto che tanti impianti da fonti rinnovabili sparsi in tutta Italia diminuiscono la dispersione dovuta alle grandi distanze che l’elettricità deve percorrere. Uno studio dalla APER e dalla Pöyry Management Consulting, calcola che il risparmio sulla dispersione sarà, nel 2013, di circa 660 milioni di euro.

Ma Passera dovrebbe ricordarsi di sommare anche gli utili fiscali per lo Stato. Cioè le tasse incassate sul denaro investito in nuovi impianti. Cioè i cittadini pagano un sovrapprezzo sulla boletta che serve a comprare i pannelli solari. Ma chi compra un pannello solare paga l’Iva e altre tasse. Quindi lo Stato (i cittadini) riprendono subito una parte del finanziamento!

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lunedì 19 marzo 2012

Freno agli incentivi per il fotovoltaico a terra

L’art. 65 del Decreto liberalizzazioni (DL 24 gennaio 2012 n. 1), nella versione approvata dal Senato in sede di conversione in legge, stabilisce uno stop all’incentivazione degli impianti a terra su aree agricole, salvo alcune eccezioni.

Secondo Il quotidiano del commercialista – Eutekne.info, gli impianti a terra su aree agricole che possono ancora aspirare all’incentivazione sono i seguenti:

- quelli con titolo abilitativo acquisito entro il 29 marzo 2011 o per i quali sia stata presentata richiesta per il conseguimento del titolo entro il 1° gennaio 2011 purchè entrino in esercizio fino a 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 1/2012;
- quelli con titolo abilitativo acquisito entro la data di conversione in legge del DL 1/2012 devono rispettare le condizioni di cui ai commi 4 e 5 dell’art. 10 del DLgs. 28/2011 e hanno tempo per entrare in esercizio fino a 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del predetto DL.

In poche parole il fine è quello di evitare la sottrazione di rilevanti aree agricole; il metodo applicato appare invece complesso e discutibile.

Purtroppo si rileva inoltre che uno degli emendamenti introdotti all’art. 65 ha ridotto l’appetibilità per le aziende agricole di realizzare impianti fotovoltaici a tetto. Viene previsto infatti, che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) assicuri la “priorità di connessione alla rete elettrica per un solo impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di potenza non superiore ai 200 kW per ciascuna azienda agricola”.

Fonte: Il passatore

martedì 6 marzo 2012

Per un Dolce Stil Novo

Il Gas per l'Uso di Bellaria e Igea Marina, in collaborazione con le associazioni della zona (Legambiente, Cagnona.ita, L'altro che c'è), ripropone anche quest'anno la rassegna Per un Dolce Stil Novo, incentrata su tematiche e proposte per nuovi stili di vita. 
Le serate proposte spaziano dai temi dell'autoproduzione, del riciclo e riuso, a quelli della consapevolezza nel consumo, dalla riscoperta dell'economia locale al contrasto della globalizzazione. Scarica il volantino .