martedì 3 aprile 2012

Fotovoltaico troppo caro per i cittadini oppure no ?

Corrado Passera (ministro dello sviluppo economico) dice che le bollette elettriche sono troppo care per colpa del fotovoltaico. Corrado Clini (ministro dell'ambiente) invece ritiene di no. Uno scontro All' Ok Corral (anzi Corrad) ...

Devo sperare che Passera o Clini fossero assenti a scuola quando hanno spiegato le addizioni e le sottrazioni perché sennò dovrei sospettare che uno dei due sia un bugiardo. Oppure ha fatto l’errore di assumere come consulente contabile quello che ha misurato la velocità dei neutrini.  La differenza è che quando la Gemini ha comunicato la storia del tunnel ha riso tutto il mondo. Invece la dichiarazione di Passera (per ora) è passata liscia.

Il calcolo è molto semplice. Il costo dell’energia cambia di ora in ora. Intorno a mezzogiorno il prezzo schizza verso l’alto. Ma è proprio il momento nel quale è concentrata la produzione fotovoltaica. Quindi l’energia elettrica fotovoltaica fa abbassare il costo dell’energia proprio perché porta a diminuire la quantità di elettricità che l’Enel compra ogni giorno tra le 11 e le 15.

E non è una diminuzione da poco: dal fotovoltaicio ricaviamo una piccola percentuale del consumo nazionale (2%) ma questa produzione è quasi tutta durante l’ora di punta. Quindi si riesce a ridurre di parecchio la domanda di energia quando questa è più cara. E qui c’è la semplice spiegazioni di questo accanimento contro il fotovoltaico e del silenzio dei media su queste bugie.

I grandi gruppi economici che producono energia elettrica da fonti fossili hanno il massimo dei loro guadagni proprio nei momenti di picco dei consumi. Se il fotovoltaico aumenta l’offerta di energia proprio nelle ore di punta, chi produce energia dal fossile ci perde una barca di soldi.

Uno studio della ASPO Italia e Cautha S.r.l. dimostra che nei prossimi anni l’aumento del fotovoltaico sarà un contrappeso ai picchi dei consumi, tale da provocare un risparmio in bolletta intorno al 5%.

Ma c’è anche il risparmio causato dal fatto che tanti impianti da fonti rinnovabili sparsi in tutta Italia diminuiscono la dispersione dovuta alle grandi distanze che l’elettricità deve percorrere. Uno studio dalla APER e dalla Pöyry Management Consulting, calcola che il risparmio sulla dispersione sarà, nel 2013, di circa 660 milioni di euro.

Ma Passera dovrebbe ricordarsi di sommare anche gli utili fiscali per lo Stato. Cioè le tasse incassate sul denaro investito in nuovi impianti. Cioè i cittadini pagano un sovrapprezzo sulla boletta che serve a comprare i pannelli solari. Ma chi compra un pannello solare paga l’Iva e altre tasse. Quindi lo Stato (i cittadini) riprendono subito una parte del finanziamento!

Continua su: Il fatto quotidiano

1 commento:

  1. se ogni tetto d'italia avesse dei pannelli fotovoltaici (siamo o non siamo il paese di "o sole mio"?)saremmo liberi dai ricatti della lobby del petrol/gas e dalla co2, ma il sole è gratis ed è forse quello che non piace ai nostri "passeri"...

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